Bonus ristrutturazione 2025: tutte le novità dopo gli aggiornamenti di giugno

Negli ultimi anni, i bonus edilizi hanno avuto un ruolo chiave nel rilancio del settore delle costruzioni e nella spinta verso una maggiore sostenibilità abitativa.

Il 2025 segna un punto di svolta: con le modifiche introdotte a giugno, il bonus ristrutturazione cambia ancora.

Non si tratta solo di percentuali o tetti di spesa, ma di un nuovo approccio che coinvolge direttamente i contribuenti, le imprese e i professionisti del settore.

In questa guida aggiornata ti spieghiamo cosa cambia davvero, a chi conviene, e come muoverti per non perdere il beneficio.

Bonus ristrutturazione nel 2025

Cos’è il Bonus ristrutturazione?

Il Bonus ristrutturazione è una detrazione fiscale riconosciuta ai contribuenti che eseguono lavori di recupero del patrimonio edilizio.

Prevede la possibilità di portare in detrazione una parte delle spese sostenute, in 10 anni, nella dichiarazione dei redditi.

Si applica a lavori come:

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia
  • interventi antisismici (in alcuni casi)
  • lavori finalizzati al risparmio energetico

Fino a tutto il 2024 la detrazione era pari al 50% delle spese, con un limite massimo di 96.000 € per unità immobiliare.

Ma dal 2025 lo scenario cambia.

Cosa cambia nel 2025: gli aggiornamenti introdotti a giugno

Con l’obiettivo di rendere il sistema più equo e sostenibile per le finanze pubbliche, dal 1° gennaio 2025 entrano in vigore nuove regole, modificate e chiarite ulteriormente con gli aggiornamenti di giugno.

Ecco cosa devi sapere:

1. Riduzione della percentuale di detrazione

Dal 2025, il bonus ristrutturazione scende dal 50% al 36%, con un limite massimo di spesa detraibile di 48.000 € per unità immobiliare.

Questa misura riporta l’incentivo alle aliquote previste originariamente, prima del potenziamento temporaneo dovuto alla pandemia.

2. Differenziazione tra prima casa e altre proprietà

Gli aggiornamenti di giugno 2025 hanno introdotto una prima distinzione tra prima casa e seconde case:

  • Prima casa: detrazione mantenuta al 50% per interventi di efficientamento energetico.
  • Altre proprietà: detrazione ridotta al 36%, anche per lavori energetici, salvo deroghe specifiche per situazioni di vulnerabilità o aree svantaggiate.

Questa novità punta a premiare i lavori su abitazioni principali, scoraggiando abusi su immobili a uso investimento.

3. Nuovi criteri per l’accesso agli incentivi

Dal 2025, la detrazione non sarà più automatica ma legata a criteri di efficienza e impatto ambientale, stabiliti da un apposito decreto.

I parametri considerati includono:

  • miglioramento delle prestazioni energetiche
  • uso di materiali ecocompatibili
  • classe energetica raggiunta a fine lavori
  • incidenza dell’intervento sul risparmio di energia primaria

Un sistema a punteggio determinerà la percentuale effettiva di detrazione spettante, all’interno di una fascia che va dal 30% al 50%, con premialità per chi effettua lavori su edifici molto energivori.

4. Fine degli incentivi per caldaie a gas

In linea con le direttive europee del “Green Deal” e la direttiva “Case Green”, dal 2025 non sarà più possibile ottenere detrazioni per l’installazione di caldaie a gas, anche a condensazione.

Si potranno invece detrarre:

  • pompe di calore
  • sistemi ibridi e ad energia rinnovabile
  • impianti fotovoltaici
  • sistemi di accumulo

È un passo deciso verso l’eliminazione delle fonti fossili dagli incentivi statali.

5. Incentivi per chi è in povertà energetica

Con gli aggiornamenti di giugno è stato confermato il fondo per la riqualificazione energetica delle famiglie vulnerabili, con incentivi fino all’80% per i nuclei con ISEE basso e abitazioni in classe energetica G o F.

È prevista anche la possibilità di ottenere anticipi a fondo perduto per avviare i lavori.


Chi può richiedere il bonus ristrutturazione?

Il bonus spetta a:

  • proprietari o nudi proprietari
  • usufruttuari o affittuari con consenso
  • comodatari
  • soci di cooperative
  • imprenditori individuali per immobili strumentali

Importante: le detrazioni spettano solo a chi sostiene realmente la spesa, anche se non è il proprietario dell’immobile.


Come si richiede il bonus nel 2025?

La domanda segue queste fasi:

  1. Progetto e asseverazione a cura di un tecnico abilitato.
  2. Invio all’ENEA dei dati relativi agli interventi, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
  3. Inserimento in dichiarazione dei redditi delle spese, con suddivisione in 10 rate annuali.

Non è più disponibile lo sconto in fattura o la cessione del credito, salvo per alcuni soggetti vulnerabili. Dal 2025, infatti, il bonus è fruibile solo come detrazione IRPEF.

Quanto si può recuperare?

Con il nuovo limite di 48.000 € e la detrazione al 36%, il massimo recuperabile è 17.280 € in 10 anni, ossia 1.728 € l’anno.

Per la prima casa o per lavori ad alta efficienza, si può arrivare ancora al 50%, quindi fino a 24.000 €.

Attenzione alle tempistiche

Per accedere alle aliquote maggiori (50%), era necessario stipulare il contratto e avviare i lavori entro il 31 dicembre 2024.

Dopo questa data, si applicano le nuove regole introdotte nel 2025.

Verifica con un professionista di Archi79 la possibilità di anticipare gli interventi o modulare i lavori per beneficiare della normativa più vantaggiosa.

Quando conviene ancora ristrutturare?

Nonostante le riduzioni, il bonus resta una buona opportunità, soprattutto se abbinato ad altri incentivi compatibili:

  • Bonus mobili
  • Ecobonus ordinario per interventi specifici
  • Bonus abbinato ad altri incentivi

Chi ristruttura per migliorare l’efficienza energetica o valorizzare il proprio immobile in ottica di vendita o affitto, può comunque ottenere un vantaggio economico concreto.

Come orientarsi tra tutte queste novità?

Le regole cambiano spesso, ma con il supporto giusto puoi ancora beneficiare di importanti agevolazioni.

Il team di Archi79 segue costantemente gli aggiornamenti normativi e ti aiuta a pianificare la ristrutturazione in modo efficace, sostenibile e in linea con i tuoi obiettivi.

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L'autore
Arch. Annamaria Valdo
Annamaria nasce a Legnago (Verona) il 29 aprile 1971. Consegue la laurea specialistica presso l’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura. Si iscrive all’Ordine degli Architetti P.P.C di Verona al n. 1521 il 7 luglio 1999. Dal 2003 svolge l’attività da libero professionista nelle province di Verona e Vicenza occupandosi di progettazione edilizia, ristrutturazione, direzione lavori, sicurezza nei cantieri e pianificazione urbanistica.
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