Hai trovato una casa che ha qualcosa di diverso dalle altre.
Soffitti alti, pavimenti originali, una facciata che racconta un'altra epoca. Magari è proprio quel tipo di immobile che cercavi da tempo.
E mentre la visiti inizi già a immaginarla dopo la ristrutturazione: una distribuzione degli spazi più adatta alle tue esigenze, nuovi impianti, finestre più efficienti, un bagno contemporaneo, magari qualche modifica alla facciata o agli spazi esterni.
Prima di innamorarti definitivamente del progetto, però, c'è una domanda che vale la pena fare:
posso davvero realizzare tutti i lavori che ho in mente?
Quando si parla di edifici storici o di particolare interesse culturale, infatti, non sempre valgono le stesse regole di un normale intervento di ristrutturazione.
E scoprirlo dopo aver comprato casa, o quando il progetto è già stato definito, può significare doverlo modificare, affrontare procedure ulteriori o rinunciare ad alcuni interventi.
Casa vecchia e casa vincolata non sono la stessa cosa
Partiamo da una distinzione fondamentale.
Il fatto che un'abitazione sia stata costruita molti anni fa non significa automaticamente che sia un immobile vincolato.
Puoi trovarti davanti a una casa dei primi del Novecento che non presenta uno specifico vincolo culturale, così come puoi avere a che fare con un edificio sottoposto a tutela e quindi soggetto a regole particolari.
Quando un immobile è riconosciuto come bene culturale, entra in gioco il Codice dei beni culturali e del paesaggio e determinati interventi devono essere preventivamente autorizzati dalla Soprintendenza competente.
Esistono inoltre situazioni differenti a seconda della proprietà e della natura del bene.
Per esempio, per determinati immobili appartenenti a soggetti pubblici o a persone giuridiche private senza scopo di lucro, se risalgono a oltre settant'anni e sono opera di un autore non più vivente, la legge prevede uno specifico regime di tutela in attesa della verifica dell'interesse culturale.
Per gli immobili appartenenti a privati, invece, può essere intervenuta una specifica dichiarazione di interesse culturale.
Per chi sta acquistando una casa, però, il punto essenziale è molto più semplice:
l'età dell'immobile, da sola, non basta per sapere quali interventi potrai realizzare. Il primo passo è verificare la situazione concreta dell'edificio.
Come sapere se un immobile è vincolato prima di comprarlo?
È una verifica che consigliamo di affrontare prima possibile.
L'esistenza di un vincolo diretto su un immobile non dovrebbe essere un'informazione misteriosa da scoprire durante i lavori.
I provvedimenti di tutela vengono notificati alla proprietà e sono soggetti a forme di pubblicità; quando necessario, è inoltre possibile rivolgersi agli uffici competenti per accertarne la presenza.
Questo significa che, prima di acquistare, non bisogna affidarsi soltanto a ciò che appare durante la visita dell'immobile o alle informazioni raccolte informalmente.
Un tecnico può esaminare la documentazione disponibile, verificare la situazione urbanistica dell'edificio e approfondire l'eventuale presenza di vincoli.
È un passaggio particolarmente importante quando l'acquisto è legato a un progetto preciso.
Se stai comprando quell'immobile perché vuoi trasformarlo, infatti, non ti basta sapere che puoi acquistarlo.
Devi capire se puoi realizzare la casa che stai immaginando all'interno di quell'edificio.
Cosa cambia se la casa è sottoposta a tutela?
Essere proprietari di un immobile vincolato non significa che non sia possibile ristrutturarlo.
Significa, piuttosto, che il progetto deve confrontarsi con l'esigenza di conservarne gli elementi di interesse culturale.
Il Codice dei beni culturali prevede che l'esecuzione di opere e lavori sui beni culturali sia sottoposta alla preventiva autorizzazione della Soprintendenza competente.
E questo riguarda non soltanto interventi spettacolari o trasformazioni radicali.
A seconda delle caratteristiche dell'edificio e del tipo di tutela, possono assumere rilevanza elementi come facciate, serramenti, coperture, materiali, distribuzione degli spazi o componenti architettoniche che fanno parte del valore storico dell'immobile.
La domanda quindi non è semplicemente “posso ristrutturare?”, ma “come posso ristrutturare rispettando ciò che deve essere conservato?”.
Ed è qui che il progetto diventa fondamentale.
La CILA o la SCIA possono non essere sufficienti
Questo è un punto sul quale è facile fare confusione.
Se per un determinato intervento edilizio è prevista una CILA o una SCIA, potresti pensare che sia sufficiente presentare la pratica corretta al Comune e iniziare i lavori secondo le modalità previste.
Ma se l'immobile è un bene culturale tutelato, entra in gioco anche la disciplina specifica prevista per quel bene.
Il titolo o la pratica edilizia e l'autorizzazione relativa al vincolo rispondono a esigenze differenti.
Per gli interventi sui beni culturali, il progetto deve essere sottoposto alla Soprintendenza quando previsto e l'autorizzazione può contenere prescrizioni da rispettare durante l'esecuzione delle opere.
Ecco perché verificare l'eventuale tutela solo dopo aver sviluppato il progetto significa rischiare di aver lavorato su una soluzione che dovrà essere modificata.
Per gli immobili di interesse storico-artistico conta anche chi firma il progetto
Quando si interviene su un immobile di interesse storico o artistico, non cambiano soltanto le autorizzazioni necessarie. Anche la scelta del professionista a cui affidare progettazione e direzione dei lavori assume un'importanza particolare.
L'articolo 52 del R.D. 2537/1925 riserva infatti agli architetti gli interventi che riguardano opere di edilizia civile di rilevante carattere artistico e il restauro e ripristino degli edifici tutelati, fatta eccezione per le attività propriamente tecniche di edilizia civile, che possono rientrare anche nelle competenze degli ingegneri.
Un principio ribadito anche dal TAR Campania con la sentenza n. 3718 del 5 giugno 2018: la progettazione e la direzione dei lavori sui beni di interesse storico e artistico sono riservate agli architetti o a professionisti che abbiano seguito un percorso formativo equiparabile a quello richiesto in Italia per conseguire tale titolo, nei limiti delle rispettive competenze.
La ragione non è semplicemente formale.
Intervenire su un edificio di valore storico significa saper leggere ciò che esiste, riconoscere gli elementi da preservare e progettare le trasformazioni necessarie senza cancellarne l'identità.
Su un immobile storico, quindi, la competenza del professionista fa parte del progetto fin dall'inizio.
“Ma io voglio cambiare solo gli interni”
È una delle osservazioni che possono sorgere spontaneamente.
Se non tocco la facciata e non modifico l'aspetto esterno dell'edificio, perché dovrebbe esserci un problema?
Perché la tutela di un bene culturale non riguarda necessariamente soltanto ciò che è visibile dall'esterno.
Anche opere interne possono essere soggette ad autorizzazione quando interessano un bene tutelato.
Questo non significa che all'interno di una casa vincolata non si possa fare nulla.
Significa che non possiamo stabilire a priori, senza conoscere l'immobile e il provvedimento di tutela, quali trasformazioni saranno ammissibili.
Una scala, una pavimentazione storica, un soffitto decorato, una particolare distribuzione degli ambienti o altri elementi possono avere un valore che deve essere preservato.
Ed è proprio per questo che il progetto dovrebbe partire dalla conoscenza dell'edificio, non dal tentativo di adattare a quell'edificio un progetto già deciso.
Comprare una casa d'epoca da ristrutturare: cosa controllare prima
Se l'immobile ti interessa davvero, il consiglio non è quello di rinunciare perché potrebbe esserci un vincolo.
Al contrario.
Una casa storica può offrire caratteristiche architettoniche e spaziali difficili da trovare nelle costruzioni più recenti e può diventare un'abitazione straordinaria.
Ma deve essere valutata con gli strumenti giusti.
Prima di prendere una decisione sarebbe opportuno ricostruire la situazione dell'immobile, verificare la documentazione urbanistica e catastale, accertare l'eventuale presenza di tutele e confrontare tutto questo con gli interventi che vorresti realizzare.
Perché due domande apparentemente simili possono avere risposte completamente diverse:
“Questa casa è bella e in buone condizioni?”
e
“Questa casa può diventare quella che desidero?”
Quando acquisti con l'intenzione di ristrutturare, è soprattutto alla seconda domanda che devi riuscire a rispondere.
Anche il budget può cambiare
C'è poi un aspetto molto concreto: i costi.
Intervenire su un edificio sottoposto a tutela può richiedere un livello di progettazione e di attenzione maggiore, lavorazioni specialistiche, materiali compatibili con l'esistente e tempi amministrativi che devono essere considerati nella programmazione.
Non significa automaticamente che ogni ristrutturazione di un immobile vincolato debba diventare proibitiva.
Significa però che il budget dovrebbe essere costruito conoscendo le caratteristiche reali dell'edificio e ciò che il progetto richiederà.
Comprare prima e fare queste valutazioni dopo può mettere il proprietario nella situazione più scomoda: possedere ormai l'immobile e scoprire soltanto in quel momento che il progetto immaginato deve essere ridimensionato oppure affrontato con costi diversi da quelli previsti.
Il vincolo non è necessariamente un problema
La parola “vincolo” viene spesso percepita come qualcosa di negativo.
In realtà nasce dall'esigenza di tutelare edifici e caratteristiche che hanno un valore culturale e che, una volta perduti, non potrebbero essere recuperati.
Per un architetto lavorare su una casa d'epoca significa quindi trovare un equilibrio: preservare ciò che rende quell'edificio unico e, nello stesso tempo, renderlo adatto alla vita contemporanea.
Comfort, impianti, funzionalità e nuove esigenze abitative possono dialogare con l'esistente.
Ma per riuscirci bisogna conoscere i limiti prima di progettare le soluzioni.
Prima di immaginare la ristrutturazione, conosci la casa
Quando visiti una casa d'epoca è naturale lasciarti conquistare da ciò che vedi.
Ma se stai pensando di acquistarla per ristrutturarla, prova a fare un passaggio in più.
Non chiederti soltanto cosa cambieresti.
Chiediti cosa puoi cambiare, cosa deve essere conservato e quali possibilità offre realmente quell'immobile.
Una verifica fatta prima dell'acquisto può aiutarti a capire se il progetto che hai in mente è compatibile con la casa, quali autorizzazioni potrebbero essere necessarie e quali aspetti dovranno essere considerati nella progettazione.
Perché scoprire un vincolo non significa necessariamente dover rinunciare alla casa.
Significa conoscere le regole del gioco prima di iniziare a progettare.
Se stai valutando l'acquisto o la ristrutturazione di una casa d'epoca e vuoi capire quali possibilità offre davvero, possiamo aiutarti a verificare l'immobile e a valutare il progetto prima di prendere decisioni importanti.
Annamaria nasce a Legnago (Verona) il 29 aprile 1971.
Consegue la laurea specialistica presso l’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura. Si iscrive all’Ordine degli Architetti P.P.C di Verona al n. 1521 il 7 luglio 1999.
Dal 2003 svolge l’attività da libero professionista nelle province di Verona e Vicenza occupandosi di progettazione edilizia, ristrutturazione, direzione lavori, sicurezza nei cantieri e pianificazione urbanistica.