Conformità catastale

La conformità catastale attesta che i dati registrati al Catasto (planimetria e informazioni tecniche) corrispondono allo stato di fatto dell’immobile.
È richiesta obbligatoriamente in caso di compravendita: se manca, il notaio non può stipulare il rogito.

La verifica riguarda:

  • l’assenza di errori o omissioni nei dati
  • la corrispondenza tra planimetria catastale e situazione reale
  • la corretta intestazione dell’immobile

Una difformità catastale non sempre indica un abuso edilizio, ma può comunque causare problemi legali, fiscali e ritardi nella vendita.

La soluzione è incaricare un tecnico per effettuare il rilievo, aggiornare la planimetria e presentare la variazione catastale con procedura DOCFA.


Approfondisci il tema leggendo: [Tempi delle pratiche edilizie: quanto ci vuole davvero per ottenere l’autorizzazione?]

Riferimento normativo: art. 29 della Legge 52/1985 (Conformità catastale), DL 78/2010 (art. 19), convertito nella Legge 122/2010.

L'autore
Arch. Annamaria Valdo
Annamaria nasce a Legnago (Verona) il 29 aprile 1971. Consegue la laurea specialistica presso l’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura. Si iscrive all’Ordine degli Architetti P.P.C di Verona al n. 1521 il 7 luglio 1999. Dal 2003 svolge l’attività da libero professionista nelle province di Verona e Vicenza occupandosi di progettazione edilizia, ristrutturazione, direzione lavori, sicurezza nei cantieri e pianificazione urbanistica.
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